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Ancient Ivories & Jades: Luxury Collectibles

Discover the Timeless Beauty of Ivories and Jades

Step into a world where artistry meets antiquity. Our curated collection of Ivories and Jades presents an unparalleled opportunity to acquire pieces of profound historical and aesthetic significance. These categories encompass some of the most captivating and highly sought-after artifacts in the realm of luxury collectibles, each telling a unique story of ancient craftsmanship and cultural heritage.

The Allure of Antique Ivories

Ivory, a material revered for its smooth texture and rich luster, has been a medium for artistic expression across diverse civilizations for millennia. From the delicate netsuke of Japan to the intricate figural carvings of Europe and Asia, antique ivories showcase an extraordinary range of styles and techniques. Collectors are drawn to their exquisite detail, the patina of age, and the sheer artistry involved in transforming this natural material into objects of lasting beauty. Each piece often reflects the social customs, religious beliefs, and artistic traditions of its time, making them not just decorative items, but tangible links to the past.

The Mystique of Ancient Jades

Jade, particularly esteemed in East Asian cultures, holds a place of unparalleled reverence. Revered as the 'Stone of Heaven,' jade has been carved into ceremonial objects, jewelry, and decorative art for thousands of years. Its remarkable durability, varied hues—from vibrant greens to subtle whites and browns—and its perceived mystical properties have made it a symbol of purity, status, and immortality. Chinese jade carvings, in particular, are celebrated for their sophisticated symbolism, intricate designs, and the masterful skill required to work such a hard stone. Owning a piece of ancient jade is to possess a fragment of enduring cultural legacy.

A Legacy of Craftsmanship and Culture

Our selection spans various periods and geographical origins, offering a diverse array of ivories and jades that appeal to both seasoned collectors and those new to the world of antique art. Each item is a testament to the skill and vision of master artisans, reflecting the aesthetic sensibilities and technological advancements of their respective eras. These objects transcend mere decoration; they are historical documents, artistic achievements, and profound expressions of human creativity.

For further exploration into the fascinating world of these materials, we recommend visiting the Metropolitan Museum of Art's collection of Ivories and the British Museum's comprehensive Jade collection. These resources offer invaluable insights into the historical context and artistic significance of these magnificent artifacts.

Explore our exquisite collection and find a piece that resonates with your passion for history, art, and unparalleled craftsmanship.

L'Esperto Risponde: FAQ sulla Categoria

Come posso verificare la regolarità e la legalità di un oggetto d'antiquariato in avorio secondo la normativa CITES?

La compravendita di avorio antico (collezionabile se antecedente al 1 giugno 1947) è soggetta alla rigidissima normativa CITES. Su AnticoAntico, ogni opera in avorio deve essere corredata da un certificato di esenzione CITES o da una perizia giurata che ne attesti l'epoca. Prima dell'acquisto, è fondamentale richiedere questa documentazione al venditore per garantire la legalità della transazione e preservare il valore dell'investimento nel tempo.

Come posso riconoscere l'avorio antico autentico rispetto alle imitazioni in osso o bachelite?

L'avorio antico si distingue per le caratteristiche "linee di Schreger", sottili venature a incrocio visibili in sezione che formano angoli specifici. L'osso presenta invece microscopici pori scuri (canali di Havers), mentre i materiali sintetici come la bachelite risultano caldi al tatto e privi di venature naturali. Su AnticoAntico.com, ogni opera in avoro è attentamente periziata e venduta in conformità con le normative CITES per garantirne l'autenticità storica e la lecita provenienza prima del 1947.

Quali certificazioni sono necessarie in Italia per l'acquisto e la vendita di oggetti d'antiquariato in avorio?

In Italia, il commercio di manufatti in avorio antico è strettamente regolamentato dalla Convenzione CITES. Per acquistare o vendere legalmente un'opera in avorio, questa deve essere antecedente al 1º giugno 1947 (requisito "antichità"). È indispensabile che l'oggetto sia accompagnato da un certificato CITES di esenzione commerciale, emesso dalle autorità competenti (Carabinieri Forestali). Su AnticoAntico garantiamo che ogni pezzo in avorio proposto sia provvisto della documentazione legale necessaria, assicurando un collezionismo etico, sicuro e conforme alle norme vigenti.

Come si distingue la giada giadeite dalla nefrite negli oggetti d'arte orientali d'epoca e quale ha maggior valore?

Nell'antiquariato cinese, la distinzione tra Giadeite (più dura, brillante, introdotta prevalentemente dal XVIII secolo) e Nefrite (più tenera, dai toni oleosi e tradizionalmente usata in Cina fin dall'antichità) è fondamentale per la stima. La giadeite, specialmente nelle varianti verde imperiale, attrae alte quotazioni nel mercato collezionistico. Tuttavia, la nefrite antica e finemente intagliata (come la celebre variante "grasso di montone") conserva un immenso valore storico-artistico. Per determinarne l'autenticità e l'epoca, i nostri esperti analizzano la patina superficiale, i residui di scavo e lo stile d'intaglio specifico delle dinastie Ming o Qing.

Qual è la differenza tra giada nefrite e giadeite e quale ha maggior valore nell'antiquariato?

La nefrite è la giada della tradizione cinese antica, caratterizzata da una lucentezza oleosa e vellutata, con colorazioni che vanno dal bianco ("grasso di montone") al verde. La giadeite, importata dalla Birmania a partire dal XVIII secolo, ha una lucentezza vitrea e toni più accesi, come il celebre "verde imperiale". Nell'antiquariato, il valore è determinato dall'epoca (le dinastie Ming e Qing sono le più quotate), dalla maestria dell'intaglio e dalla rarità del colore, con una forte rivalutazione della giada bianca nefrite antica.

Qual è la differenza tra giada nefrite e giadeite nell'antiquariato orientale e come incide sulla valutazione?

La nefrite è la giada storica cinese, caratterizzata da una lucentezza grassa e toni che vanno dal bianco 'grasso di montone' al verde scuro, venerata per la sua valenza spirituale. La giadeite, importata dalla Birmania a partire dal XVIII secolo (dinastia Qing), offre una durezza superiore e colori più vivaci, tra cui il celebre 'verde imperiale'. Commercialmente, la giadeite antica di alta qualità raggiunge quotazioni estremamente elevate per via della sua rarità cromatica, mentre la nefrite è stimata soprattutto per l'antichità e la maestria dell'intaglio.

Quali elementi curatoriali permettono di distinguere l'avorio autentico dall'osso o dalla finta bachelite?

L'avorio di elefante si riconosce per la presenza delle 'linee di Schreger', tipiche striature a ventaglio che formano angoli caratteristici (solitamente acuti o ottusi a seconda della specie) visibili in sezione. L'osso, al contrario, presenta una struttura porosa con piccolissimi punti scuri (canali di Havers). I materiali sintetici come la bachelite o la celluloide mancano di queste venature organiche, risultano più caldi al tatto e, se sottoposti a esame con luce di Wood (UV), non mostrano la tipica fluorescenza bianco-azzurrina dell'avorio naturale.

Quali sono le precauzioni fondamentali per conservare al meglio sculture antiche in avorio e giada?

L'avorio è un materiale organico igroscopico estremamente sensibile alle variazioni termoidrometriche: va conservato a temperatura costante (circa 20°C) e umidità relativa al 50-55%, lontano da fonti di calore e luce solare diretta che causerebbero crepe e ingiallimenti. Per la giada, pur essendo una pietra molto dura, si consiglia di evitare urti e sbalzi termici. Entrambi i materiali devono essere spolverati esclusivamente con pennelli a setole morbide, evitando assolutamente detergenti chimici che comprometterebbero la preziosa patina storica.

Quali sono i metodi scientifici ed estetici per distinguere l'avorio antico dall'osso o dalla celluloide?

L'identificazione dell'avorio di elefante autentico si basa sull'osservazione delle "linee di Schreger", caratteristiche striature a cerchi concentrici visibili in sezione trasversale che formano angoli inferiori a 90 gradi. L'osso presenta invece piccoli pori o canali neri longitudinali (canali di Havers) e manca di lucentezza serica. La celluloide e le resine storiche (come la bachelite) rivelano spesso linee di stampaggio e, se sottoposte al test dell'ago caldo, emanano un odore chimico di canfora o plastica bruciata, a differenza del tipico odore organico dell'avorio. Su AnticoAntico ogni pezzo viene periziato per escludere qualsiasi falso d'epoca o moderno.

Come si integrano le sculture antiche in avorio e le coppe in giada in un progetto di interior design contemporaneo?

Gli oggetti d'arte in avorio e giada offrono un contrasto materico eccezionale negli interni contemporanei italiani. In un ambiente minimalista, una giada verde retroilluminata su un tavolo in metallo o marmo attrae la luce naturale e crea un punto focale di eccezionale raffinatezza. Le sculture in avorio, con la loro calda tonalità crema, trovano una collocazione ideale all'interno di librerie moderne in legno scuro o laccato, oppure protette da teche in vetro minimali su consolle di design, unendo il fascino della Wunderkammer classica al rigore delle linee d'avanguardia.

Quali sono le precauzioni di conservazione per evitare crepe nell'avorio e preservare la lucentezza della giada in casa?

L'avorio è un materiale organico igroscopico, estremamente sensibile alle variazioni di umidità e temperatura. Nelle dimore storiche o negli appartamenti moderni, va posizionato lontano da fonti di calore diretto (termosifoni, caminetti) e non esposto alla luce solare diretta per evitare ingiallimenti e fessurazioni (crepe). L'umidità ideale dovrebbe mantenersi intorno al 50-60%. Per la pulizia dell'avorio basta un pennello a setole morbide, evitando assolutamente l'acqua. La giada, pur essendo molto dura, teme gli urti accidentali e le sostanze chimiche: per pulirla è sufficiente un panno in microfibra asciutto o appena inumidito con acqua distillata per preservarne la naturale oleosità.