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Adriano Cecchi (Prato 1836-Firenze 1936)
Dipinto di Adriano Cecchi con eleganti fanciulle

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Adriano Cecchi (Prato 1836-Firenze 1936)

 

Dipinto olio su tela raffigurante interno di Palazzo con  due fanciulle elegantemente vestite e sedute intorno a un tavolino. Dimensioni cm. 43 x 54

 

 
Fra i personaggi meno noti della pur ricca e variegata vita artistica e letteraria della nostra città fra Otto e Novecento, vi è senza dubbio il pittore Adriano Cecchi nato a Prato nel 1850 da Giuseppe Cecchi e Rosa Barbani, nella Parrocchia di S.Agostino. Il padre era finissimo artigiano e scultore in legno.
Trasferitosi giovanissimo a Firenze Adriano vi frequenta l'Istituto di Belle Arti e l'Accademia.
Negli anni 1870-80 è attirato dalle esperienze dei Macchiaioli, di alcuni dei quali è amico,in particolare del Signorini (è nota un'acquaforte con dedica alla moglie) del Cecconi e dello stesso Fattori, che frequenteranno in seguito il suo studio in via della Robbia dove si trasferisce negli anni 1875-80 e che manterrà per quasi tutto l'arco della sua attività artistica, anche durante i suoi spostamenti.
Nel 1880 va per la prima volta a Londra; vi si reca in seguito altre due volte fino al 1911. Qui opera come ritrattista e come autore di quadri di genere stile Gainsborough. Una volta con lui è anche il Signorini. Sue opere si trovano oltre che a Londra anche a Monaco (due nella Galleria d'Arte Moderna di Monaco) e a New York. Da un certificato risulta che nel 1888 prende nuovamente la cittadinanza a Prato, in via Magnolfi 42, nel quartiere Inghirami.
Intorno all'ultimo decennio del secolo il Cecchi partecipa intensamente alla vita artistica fiorentina contribuendo alla fondazione del Circolo degli Artisti. Nel 1898 quando "La Nazione" dedica il numero speciale a “ I centenari fiorentini in onore di Amerigo Vespucci e Paolo Toscanelli Dal Pozzo", Arturo Faldi egregio e attivissimo presidente della commissione dei festeggiamenti dà incarico all'architetto Guidotti, ad Augusto Burchi e ad Adriano Cecchi di realizzare un palco nel Salone dei Cinquecento arricchendolo con scene di soggetto storico: Adriano Cecchi vi realizzerà "Il ritorno di Lorenzo il Magnifico dopo conclusa la pace col Re di Napoli”. Così dalla breve scheda biografica apparsa sulla Nazione si apprende che " Il Cecchi ebbe il posto di insegnante nella Scuola di Arti Decorative. Sono molto apprezzati i suoi quadretti di genere trattati con grazia ; essi hanno tutti un'impronta speciale ; le graziose scene goldoniane  sono da questo valente artista rese con eccezionale veritàIl Cecchi è un imitatore detto di ogni stoffa, di ogni bronzo, di ogni doratura ed è abilissimo nella doratura".La sua presenza è attiva anche come membro di commissioni ed enti per l’arte quali: La Società di Belle arti  di Firenze, il Comitato pro Fiorentina in Palazzo Vecchio, la Società Italiana per l’Arte Pubblica nel Palazzo della Signoria, l’Associazione per la difesa di Firenze antica nel Palazzo Corsini.
Partecipa a varie iniziative di carattere mondano e culturale (manifesti, ricostruzioni architettoniche ecc.) Ha incarichi dal Comune per finissime pergamene in occasione di avvenimenti diplomatici, come era d'uso nella Firenze del tempo. 
Partecipa al concorso per il progetto della facciata di S. Lorenzo e il suo progetto viene prescelto pur non realizzandosi l'opera. E' amico di pittori fra cui il Viviani, di scrittori: è fra i pittori scelti da Renato Fucini per alcune illustrazioni per "Le Veglie di Neri " (I Edizione illustrata, 1890).
Nell'ultimo periodo della sua vita ha lo studio in via della Pergola e ormai anziano riduce la sua attività, limitandosi al restauro.
Muore a Firenze nel 1936.